Alice nel Paese delle Meraviglie, illustrazioni per imparare a guardare

Alice lewis

Questi giorni ho seguito la conferenza tenuta da Silvana Sola, pedagogista-libraia e presidentessa in carica per IBBY Italia.

L’argomento trattato è stato Educare alle figure per educare allo sguardo: storia dell’illustrazione nella letteratura per ragazzi.

Innanzitutto vorrei definire il termine illustrazione, che nel dizionario indica una sorta di corredo alle parole, mentre etimologicamente può significare “dare lustro”, illuminare, e quindi l’illustrazione diventa un linguaggio a sé.

Inoltre è interessante distinguere tra il vocabolo vedere e guardare; quest’ultimo richiede infatti un’azione consapevole che porta a una visione soggettiva dove ogni sguardo si carica del nostro bagaglio emotivo e delle mostre esperienze.

Per educazione all’immagine si intende quindi dare quella chiave ermeneutica che permette di codificare l’immagine. Andare oltre quello che può essere il primo sguardo, prendersi tempo e non fermarsi alla soluzione più immediata.

È stata analizzata durante la conferenza la storia dell’illustrazione di Alice nel Paese delle Meraviglie.

Alice liddelAlice’s Adventures in Wonderland nasce come un manoscritto illustrato in bianco e nero (immagine a inizio articolo) da Charles Lutwidge Dodgson, per una bambina di nome Alice Riddel, rappresentata nella foto qui accanto.

L’autore è un docente di matematica, appassionato di fotografia e appartenente al mondo religioso della Gran Bretagna monarchica, quindi quando nel 1865 il suo manoscritto viene pubblicato deve firmarsi con lo pseudonimo di Lewis Carroll.

Da notare l’immagine della bambina Alice, che ha i capelli corti marroni, un vestito strappato indice della sua povertà, e uno sguardo da adulta tipico dei bambini poveri di quel periodo.

 

Alice nel paese delle meraviglie è una storia di trasformazione, di crescita e diventa un capolavoro della letteratura.

Alice tennielNel 1865 viene illustrata da John Tenniel, che precedentemente creava vignette satiriche.

A differenza dell’Italia, dove il lavoro di illustratore in quel periodo non è ancora riconosciuto, in Gran Bretagna gli illustratori vengo investiti del titolo di Sir dalla regina e quindi Tenniel diventa Sir John Tenniel.

Tenniel stravolge l’immagine di Alice di Carroll che diventa ora una tipica bambina borghese di quel periodo, con i capelli lunghi, le calze, i pantaloncini a sbuffo e il vestitino. Nella scena del Cappellaio Matto sembra che Alice abbia un’età più adulta ed è meno composta ma ha sempre il suo abito elegante.

 

La storia ha subito successo e diventa già nel 1882 e poi nel 1898 un gioco.

Alice rackhamNel 1907 Alice viene illustrata da Arthur Rackham; le immagini finalmente non sono più in bianco e nero ma vengono usate terre e grigi che non sono propriamente colori per bambini.

In questi disegni Rackham mette una sorta d’inquietudine che manca in Tenniel.

Facciamo quindi un salto nel 1951, alla Walt Disney, dove l’unica donna che lavora è Mary Robinson Blair, che arriva da una scuola di grafica e illustrazione. In quel periodo lo sviluppo del cartone avviene frame per frame, disegno per disegno, in una gerarchia di compiti.

Mary Blair deve fare in questo caso il lavoro base, quindi disegnare le posture, lo spazio, le dimensioni e il tutto verrà poi man man arricchito da altri. Nasce così l’Alice della Walt Disney  che tutti conosciamo che fra i lungometraggi Disney è stato, insieme a Pinocchio, quello con minor successo.

I bambini infatti escono dal cinema piangendo,inoltre la presenza dei funghi e del narghilè non viene ben vista.

Alice zwergerTornando alle illustrazioni dei libri, nel 1990 l’acquarellista viennese Lisbeth Zwerger ci propone un’Alice fuori dagli schemi, con le calze dal colore rosso, disponibile in Italia per Nord-Sud Edizioni

Altri illustratori che si dedicano a quest’opera sono nel 1966 la finlandese Dove Jansson, conosciuta per i Mumin, che arrivano in Italia negli anni settanta per la rivista Linus. La sua Alice ha chiari caratteri nordici.

Nel 1990 anche Anthony Browne, famoso per i suoi albi illustrati con protagonisti gorilla dai tratti umani, si dedica all’illustrazione di Alice che ha i capelli castani, vestito e calze verdi e le scarpe rosse. La regina viene rappresentata in modo poco monarchico con le unghie rosse e il principe ereditario è privo di colore a indicare la sua poca importanza.

Da pochissimo è stata ristampato da Rizzoli Alice nel Paese delle Meraviglie con le illustrazioni ad acquererello di Helen Oxenbury ( illustratrice di A caccia dell’orso), uscito per la prima volta nel 2003.

Nel 2009 l’artista sudcoreana Suzy Lee ( autrice di albi quali L’onda) crea con il pretesto di Alice una sorta di teatralizzazione della storia in un libro senza parole dove usa diverse tecniche tra le quali la fotografia.

Alice dautremer

Voglio ancora ricordare l’Alice illustrata dalla francese Rebecca Dautremer. Il libro è uscito in un grande formato nel 2011 per Rizzoli.

Ho fatto qua solo una carrellata di alcune delle immagini associate alla storia di Alice nel paese delle meraviglie nella sua versione integrale di Lewis Carroll, dove ogni illustratore ha aggiunto alla storia qualcosa del proprio bagaglio personale.

Non sono entrata nei dettagli perchè diventerai troppo lunga e non sono di mia competenza; il mio vuole piuttosto essere un invito a guardare, nel senso più vero della parola.

Se ci capita prendiamo in mano questi libri, fermiamoci e osserviamo ciascuna immagine.

In una società come la nostra, basata sull’immagine, siamo a mio parere, ancora in questo campo troppo analfabeti, rischiando così di essere travolti da tutte le immagini che con ogni mezzo ci vengono proposte.

E allora prendiamo in mano un libro con le figure e partiamo da questo per imparare a leggere…le immagini.

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