Il paese della fantasia evidenza

A bordo degli albi illustrati, verso il Paese della Fantasia

Nel paese della fantasia

Abitualmente la mattina mi alzo sempre di buonora per poter fare colazione nella tranquillità della casa. Qualche giorno fa però Beatrice si è svegliata prima di me ed è rimasta per un po’ nel suo lettino. “Bea, cos’hai fatto mentre dormivo?”, le ho chiesto e la sua risposta è stata: “Mi sono raccontata le storie da sola”.

Questa semplice affermazione mi ha portata subito nel mio mondo dei libri, conducendomi verso riflessioni sul potere della fantasia e dell’immaginazione. E come non pensare a Max de Il paese dei mostri selvaggi?

Il paese dei mostri selvaggi ridda

Scritto da Maurice Sendak nel 1963, è arrivato in Italia con la Emme Edizioni (1969) di Rosellina Archinto, per poi passare alla Babalibri e attualmente ad Adelphi, perdendo nella traduzione di quest’ultima edizione la tanto acclamata “ridda selvaggia”. Max, il protagonista, si trova in punizione nella sua camera, quando sale su una barchetta e inizia a navigare…

…per mesi e mesi

infine dopo un anno o poco più

giunse nel paese dei mostri selvaggi.

Max diventa il re di tutti i mostri selvaggi, che inizialmente sono al suo comando. Nelle doppie pagine centrali del libro la carica delle illustrazioni rende egregiamente la forza della fantasia di Max, che in questo paese può dare libero sfogo alla sua rabbia. Passato il momento di esaltazione, il protagonista inizia a sentire un odore familiare provenire da molto lontano.

…e navigò indietro per un anno o poco più e in lungo e in largo per un mese e per un giorno.

Finalmente eccolo di nuovo nella sua stanza, dove lo aspetta la cena pronta. Un libro che – tra le tante cose – mostra il potere catartico dell’immaginazione per il bambino. Grazie alla fantasia può infatti dar sfogo alle emozioni anche in modi che nella realtà risulterebbero inaccettabili. Inoltre può creare altri mondi dove tutto è possibile e dove è il bambino stesso a far le regole. In tal senso immaginare diventa un atto creativo.

Nella sua Grammatica della fantasia (Einaudi Ragazzi), Gianni Rodari scrive: “Creatività è sinonimo di pensiero divergente, cioè capace di rompere continuamente gli schemi dell’esperienza. È creativa una mente sempre al lavoro, sempre a far domande, a scoprire problemi dove gli altri fiutano solo pericoli, capace di giudizi autonomi e indipendenti (anche dal padre, dal professore e dalla società), che rifiuta il codificato, che rimanipola oggetti e concetti senza lasciarsi inibire dai conformismo. Tutte queste qualità si manifestano nel processo creativo. E questo processo – udite! udite! – ha un carattere giocoso: sempre […]”.

Vi presento allora altri tre albi illustrati che sono un inno al potere dell’immaginazione.

Il grande viaggio AngelicaIl grande viaggio della piccola Angelica è un albo di grandi dimensioni scritto e illustrato da Charlotte Gastaut, edito da Gallucci per la prima volta nel 2010 e ristampato a maggio 2019. L’autrice vive a Parigi con il compagno e le due figlie. Oltre ai libri per bambini si dedica anche al mondo della moda. Questo libro è dedicato alla figlia Prudence, il titolo originale infatti è Le grand voyage de mademoiselle Prudence, che nella traduzione italiana prende il nome di Angelica.

SEI PRONTA? VIENI

ANGELICA!

MI HAI SENTITO PATATINA?

Angelica è nella sua stanza intenta a giocare quando la mamma la chiama per andare via, chiedendole anche di riordinare. Le prime pagine sono riempite con parole dai caratteri enormi in stampatello maiuscolo che rappresentano le frasi che le rivolge la mamma dall’altra stanza. Ed è proprio su queste parole che Angelica si arrampica per iniziare il suo viaggio fantastico. Le pagine presentano intagli che le impreziosiscono, permettendo di avere un anteprima sulle pagine precedenti e successive. Questi elementi sono però talmente ben progettati che si mescolano con eleganza alle illustrazioni.

Angelica si lancia tra le nuvole, sale sugli alberi per mangiare ciliegie, si nasconde in prati con strane piante. La parte centrale presenta delle pagine trasparenti che conducono la protagonista sul fondo del mare con pesci e sirene. Incontra poi un mostro che tanto ricorda quelli di Sendak e animali vari. Finalmente una scala e dei palloncini la riportano nella sua stanza ed è finalmente pronta per andare via con la mamma. Ma il potere creativo della fantasia non finisce una volta concluso il viaggio; qualcosa di quel mondo resta nel bambino, arricchendo la sua vita con altre sfumature.

Il posto segreto copertina

Il posto segreto è un albo illustrato di Susanna Mattiangeli e Felicita Sala per LupoGuido, 2019. Susanna Mattiangeli è nata a Roma. Ha studiato storia dell’arte e ha lavorato per il teatro. Attualmente, oltre a scrivere libri, si occupa di laboratori per l’infanzia collaborando con scuole, biblioteche e librerie. Felicita Sala è un’illustratrice autodidatta. Ha lavorato a diversi progetti di animazione ma la sua passione è creare libri illustrati. Vive a Roma con il marito e la figlia.

Come succede spesso negli albi illustrati la storia inizia già nei risguardi, che sono pieni di quelle cose che si trovano in tutti i posti segreti: foglie, cannucce, tappi di bottiglia, bottoni, qualche formica…

“Dove sei?”

Arianna era sparita e nessuno la trovava.

“Vieni dobbiamo andare!”

La doppia pagina iniziale ci porta nella cameretta di Arianna, ma questa volta la bimba è già in viaggio… La strada della fantasia  conduce la protagonista in un nascondiglio segreto in un parco. Ci sono davvero tante cose da fare in quel posto; si possono raccogliere oggetti perduti, cacciare uccellini e ranocchi, indossare un cappello di pelo, cucire un vestito di piume, accendere un fuoco. Arianna non è sola, con lei c’è lo Strano Animale. Il suo aspetto, unito alla frase:

La vita nel parco è selvaggia, si sa

mi rimanda anche questa volta alla “ridda selvaggia” di Sendak.

Mostri selvaggi a confronto

Un’analogia tra i due libri si può trovare anche nel rapporto tra la dimensione temporale del paese della fantasia e del mondo reale, in quanto nel primo il tempo scorre più lento. I bambini non hanno fretta, osservano, esplorano, creano e ricreano, invitandoci spesso a fare lo stesso con la frase: “Aspetta, mamma!”

Arianna esce dal suo nascondiglio perchè da lontano comincia a risentire la voce della mamma che la invita ad affrettarsi. Ci ritroviamo allora nella cameretta della protagonista, e questa volta lei c’è, ed è seduta alla scriveria intenta a disegnare uno Strano Animale, seduto su una panchina di un parco, dove si trova un nascondiglio segreto. Scopriamo così che il motore per l’immaginazione è questa volta il disegno.

Giochiamo fuori

Oh, no… ora basta!

Perchè non andate a giocare fuori?

Quante volte ci capita di dire – o pensare – queste frasi quando i nostri bimbi corrono per casa? Ed è con queste espressioni che inizia l’albo illustrato Giocare fuori di Laurent Moreau, edito da Orecchio Acerbo (aprile 2019).

L’autore è un illustratore francese fra i più noti del momento. Attualmente vive a Strasburgo, dove nel 2007, si è diplomato a l’École des Arts Décoratifs. In Italia i suoi lavori sono pubblicati da Orecchio Acerbo.

Anche questa storia inizia dai risguardi, dove si vedono due bambini e un gatto correre per la casa. La mamma li invita ad andare a giocare fuori. Il bambino apre una porta che – come nel silent book La porta di Ji Hyeon Lee edito sempre per la medesima casa editrice – definisce il limite tra il mondo conosciuto e quello della fantasia. I bambini varcano la soglia ed eccoli in giardino. Quante cose si possono fare? Innaffiare le fragole, cogliere fiori, stendersi sull’erba, giocare ad acchiapparella… La fantasia però non ha confini e le doppie pagine presentano allora scenari ricchi di piante e animali che rappresentano ambienti lontani: coste marine, la campagna, fiumi e stagni, le montagne, i deserti africani, la savana… Di scoperta in scoperta si vede che la natura è meravigliosa ma altrettanto fragile, e per questo va protetta. Quando i bambini tornano a casa la porta non si richiude subito, e gli animali entrano, portando scompiglio.

Hai l’aria un po’ stanca, mamma… Perchè non vai a giocare fuori?

Lo stile dell’artista è definito “eclettico e originale“. I colori sono compatti, le pagine vivaci e brulicanti. Le singole immagini non scendono nei particolari ma risultano comunque chiare e precise.

Alla fine del libro ci sono otto pagine con l’indice illustrato della Red List dell’IUCN, la “lista rossa” dell’Unione Internazionale per la conservazione della natura. I bambini possono allenare lo sguardo cercando nelle pagine interne gli animali dell’indice. Dove sarà il Marangone dal ciuffo? E il Cormorano comune?… Un libro che oltre a esaltare la fantasia dei bambini, insegna a conoscere e rispettare la natura e gli animali.

Tutti i libri che vi ho presentato in questo articolo sono adatti dai 4 ai 99 anni. 😉

Dei libri che sono – usando un’espressione di Rodari – dei veri “promotori di creatività”, capaci di nutrire l’immaginazione, non solo dei bambini. Ed è proprio grazie a quest’ultima che possiamo immaginare prima e creare poi, un mondo migliore.

Buona lettura!

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