Il giardiniere dei sogni evidenza

Un inno ai libri e alla lettura: Il giardiniere dei sogni

Il giardiniere dei sogni quadrato

Nella raccolta dei suoi saggi Siamo quello che leggiamo: crescere tra lettura e letteratura (Equilibri, 2011), Aidan Chambers cerca di spiegare il modo in cui i libri e la lettura agiscono sui giovani lettori. Si rivolge a educatori, bibliotecari, insegnanti e genitori, ponendogli le domande che prima ha rivolto a se stesso: “Perchè preoccuparsi? Perché preoccuparsi della lettura e della letteratura per ragazzi? Perché preoccuparsi dei metodi per far incontrare libri e bambini?”

L’autore trova una valida risposta nelle parole di Richard Hoggart, accademico inglese, secondo il quale la letteratura “esplora, ri-crea e ricerca i significati dell’esperienza umana.”

Chambers afferma: “Le storie sono la forma attraverso la quale usiamo la lingua per creare e ricreare noi stessi, le nostre idee su chi siamo, da dove veniamo, che cosa possiamo diventare.”

I libri, o meglio i buoni libri, alimentano l’immaginazione, permettono ai bambini di ampliare la propria esperienza e conoscenza del mondo, e consentono di sperimentare soluzioni ai problemi, senza provarle direttamente nella realtà. Leggere non è quindi solo un passatempo ma un’attività fondamentale per la crescita.

Il giardiniere dei sogni inizioIl giardiniere dei sogni è un albo illustrato, scritto da Claudio Gobbetti, illustrato da Diyana Nikolova (Sassi Junior, 2018), che vuole essere un inno ai libri e alla letteratura. Leggere questa storia insieme ai bambini, perdendosi nelle immagini, è un ottimo modo per spiegare l’importanza di un’attività tanto bella quanto faticosa per chi si trova alle prime armi, come può essere appunto la lettura. 

Questa è la storia di tutte le storie.

E inizia al di fuori del mondo,

in una terra con un nome che a volte suona bene,

ma che nessuno conosce.

Il giardiniere dei sogni luogo ideale

In quella terra abitava un omino molto vecchio, con un buffo cappello, la barba bianca e gli occhiali. L’omino possedeva una macchina da scrivere che aveva le lettere “C E R A U N V O L T” completamente consumate. Un giorno il signore molto vecchio uscì di casa con un foglio in mano sul quale aveva scritto diverse parole e andò alla ricerca del luogo perfetto per piantarlo e farlo crescere. Le cose preziose vanno coltivate con cura, e ogni giorno il giardiniere andava ad occuparsi di ciò che aveva seminato.

Passarono ore, giorni, forse settimane, e finalmente dalla terra spuntò qualcosa.

[…] e quel qualcosa divenne un albero bellissimo, dal tronco robusto e dalla chioma foltissima.

Le sue foglie erano pagine, scritte fitto fitto.

L’omino dalla barba bianca raccolse queste pagine che erano piene di personaggi di bellissime storie. Tornato a casa trasformò le pagine in libri che – uno dopo l’altro – spiccarono il volo, volteggiando sopra deserti, sopra mari sconosciuti, di giorno e di notte, fino ad arrivare… Ve lo lascio scoprire da soli. 😉

Vi svelo solo che uno di quei libri giunse tra le mani di un bambino.

Nessuno potrà mai sapere cosa contenesse quel libro, ma il bambino lo premeva contro il viso da ore, per non perdere nemmeno una lettera.

Un incontro magico, che non si esaurì nel momento in cui il piccolo lettore chiuse il libro ma arricchì la sua immaginazione e i suoi sogni con

[…] creature troppo belle per essere vere.

Testo e immagini del libro si fondono tra loro, creando un atmosfera fiabesca che conferisce alla storia universalità. Il libro diventa infatti simbolo dell’incontro tra ogni bambino e il libro “giusto”, quello che trasforma in modo fondamentale il rapporto con la lettura e la letteratura. Le parole, la lingua, le immagini sulle pagine stampate diventano da quel momento una necessità per il giovane lettore, e lo accompagnano nel suo percorso di formazione del proprio sè.

L’autore del testo, Claudio Gobbetti, è originario di Pesaro. Dopo la laurea si è trasferito a Milano per frequentare un master di scrittura creativa.Ha lavorato come responsabile creativo per le più importanti agenzie pubblicitarie d’Italia, vincendo molto premi nazionali e internazionali. Attualmente è autore e direttore creativo televisivo e docente universitario nella Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Negli ultimi anni si è appassionato alla narrativa per ragazzi e ha cominciato a scrivere libri per bambini.

Ho avuto il piacere di fare una chiacchierata virtuale con lui ed ecco, nell’intervista qui di seguito, cosa ci siamo detti.

  • Il tuo libro è un inno alla lettura e ai libri, in particolare ai grandi classici. Che significato ha per te la lettura e quando è iniziato il tuo percorso di lettore?
Anche se non ho a memoria i dettagli so di aver letto tanto fin da piccolo. Non ricordo quando è successo esattamente. Ricordo di essermi arrabbiato, entusiasmato, commosso e stupito con Collodi, Verne, Dahl e tantissimi fumetti, ma non ricordo l’esatto momento di tutto questo.Una cosa che ricordo bene però è che continuavo a chiedere altri libri a mia madre, e lei disperata mi portò nella biblioteca pubblica, un gran bel risparmio per le finanze della famiglia. Sì, posso ringraziare la mia mamma per avermi spinto a curiosare fra le pagine dei libri fino a farlo diventare una necessità, un bisogno fisico.
  • Come nasce la collaborazione con Diyana Nikolova che ha curato le illustrazioni di questo albo? Ho visto che avete fatto anche un altro libro insieme.
Con Diyana Nikolova ci siamo conosciuti in agenzia creativa, lei era art director. Ma entrambi sembravamo fuori posto, lì in quel momento. E così abbiamo iniziato a condividere la passione per gli albi illustrati. E abbiamo visto che funzionava, ci piace lavorare insieme, c’era più di un’alchimia. Inoltre lei è un talento straordinario, riesce a rendere poetica ogni sfumatura di colore. E le persone hanno apprezzato questa intesa perché Il giardiniere dei sogni è andato in ristampa in soli 5 mesi.
Il giardiniere dei sogni origami
  • Mi spieghi il laboratorio che avete fatto a Torino al Salone del Libro… Ho letto che i bambini hanno scritto una storia su un foglio e poi fatto un origami?
Torino è stata un’esperienza esaltante. È stato il nostro primo workshop (ora sembrano passati secoli) quindi non sapevamo cosa aspettarci. Ma poi ad ogni pagina sfogliata i bambini sgranavano gli occhi e facevano domande. Mille domande, mille braccia alzate e mille osservazioni che ti regalavano tanto, troppo. Alla fine della lettura li abbiamo aiutati a disegnare la loro storia e a farla volare come un origami. Proprio come accede nel libro Il giardiniere dei sogni.
Quando la mia bimba Beatrice ha finito di leggere questo libro è rimasta in silenzio un attimo per poi dire: “Wow!” Quindi per dirlo con un linguaggio da bambino è un libro davvero “wow”, adatto dai 4 ai 99 anni. 😉
Buone lettura!

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