La bereta de San Nicolò evidenza

San Nicolò: paese che vai, tradizioni che trovi

La bereta de San Nicolò quadrato

“Mammaaa, quanto manca?”

Penso che da un paio di giorni questa sia la domanda che ci sentiamo fare più spesso dai bambini. Almeno a casa nostra è così. Ginevra e Beatrice fanno il conto alla rovescia, aiutate dai cioccolatini del calendario dell’avvento.

Prima della vigilia di Natale, c’è però un altra data che aspettano i bambini di Trieste: la notte del cinque dicembre, quando arriva San Nicolò a consegnare dolci e regali.

E allora ecco la frase più detta da noi genitori: “Se non fai il bravo, San Nicolò non porta niente!” Devo dire che in realtà, la dico raramente alle mie bimbe, ma rimane sempre una frase ad effetto da usare in caso di estremo bisogno. 😉

Approfitto di questo articolo per raccontarvi qualcosa della tradizione di San Nicolò, legata alla mia città d’adozione, Trieste, e ovviamente lo faccio grazie a un libro.

San Nicolò inizio

La bereta de San Nicolò di Cristina Marsi, illustrato da Ingrid Kuris, è un piccolo libro dal formato quadrato, edito da White Cocal Press.

XE UN GIORNO DE BORA FURIBONDA.

NE LA SUA CASETA CHE POL SPOSTARSE DOVE CHE VOL

LUI, SAN NICOLÒ GA ‘PENA FINIDO DE LEGER LE LETERINE.

Il testo è in dialetto triestino, e racconta le avventure del Santo, che in una sola notte deve portare i regali ai bambini, lottando con la bora che gli fa volare via il cappello.

Ma come fa San Nicolò a fare tutto da solo? Per fortuna ha il sostegno del “massariol”, un piccolo folletto che lo aiuta a soddisfare tutte le richieste per il 6 dicembre.

Massariol

Le illustrazioni che arricchiscono il testo, sono i delicati acquerelli di Ingrid Kuris. L’artista ha voluto dare una propria personale interpretazione dei personaggi e dei luoghi in cui si svolgono le scene. La bora è rappresentata come una leggiadra signora vestita in azzurro. Si tratta infatti della bora chiara, che si presenta con il cielo sereno, a differenza di quella scura che soffia quando il cielo è coperto, accompagnata da precipitazioni più o meno abbondanti. I disegni ritraggono inoltre alcuni luoghi reali di Trieste, come Piazza Unità decorata con luci e alberi di Natale.

I bambini però sono curiosi, e vogliono sapere tutto su questo personaggio vestito di rosso. Nasce così l’idea di far diventare questo libro parte di una serie dedicata alla figura di San Nicolò. Cosa fa il Santo nel tempo libero, gli altri giorni dell’anno? Aspettiamo l’uscita dei prossimi libri per scoprirlo.

E in attesa di conoscere le vostre tradizioni legate a questo periodo dell’anno, vi auguro… buona lettura!

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