Marianna Mannara evidenza

Marianna Mannara. La maledizione della luna piena – Il Battello a Vapore

Ginny legge Marianna

L’altra sera ho trovato le mie bambine sotto le coperte e Ginevra stava leggendo un libro a Beatrice. Cosa c’è di strano? Beatrice sa leggere e in realtà sa farlo anche molto bene. Ginevra in quel momento non stava semplicemente condividendo una storia con sua sorella, ma si stava prendendo cura di lei. La lettura condivisa è sempre stato per me un modo per trascorrere del tempo lento insieme a mie figlie, confrontandomi con loro e aiutandole a dare voce ai pensieri e alle preoccupazioni. Il suono della mia voce che segue le parole di un libro, nasconde in realtà un messaggio più profondo:

“Sono qui solo per voi!”.

Ma siete curiosi di sapere quale libro appassionava così tanto le mie bimbe? Ve lo presento subito.

Marianna Mannara. La maledizione della luna piena è un libro scritto da Cristina Marsi, illustrato da Francesca Carabelli, ed edito da Edizioni Piemme, nella collana Il Battello a Vapore.

Marianna era una bambina con uno splendido sorriso.

Forse un po’ troppo appuntito…

Infatti aveva un sacco di denti.

E aveva anche molti capelli, folti e ribelli.

Sulla famiglia di Marianna aleggia una maledizione che risale ai tempi del bisavolo Erminio. Dopo una serata di divertimento, Erminio scambia la tana di un lupo mannaro per il suo albergo e viene morso. Nasce così la leggenda che prima o poi un discendente diventerà mannaro.

Toccherà a Marianna o ai suoi fratelli Tobia e Mattia? 

[…] la mamma era abbastanza sicura che la predestinata fosse Marianna.

C’erano molti indizi… per esempio, aveva un ottimo udito.

È il giorno dell’ottavo compleanno di Marianna, e la festeggiata inizia ad avere un’insolita fame e a sentire un’inspiegabile energia.

Quando la festa finisce e tutti si sono ormai addormentati, Marianna scappa dalla finestra e dà inizio alla sua avventura notturna nel bosco, dove sente nuovi odori, sgranocchia chiocciole e lumaconi e incontra bestie feroci che… diventano sue amiche.

Cosa succederà una volta che la luna sarà tramontata?

Ve lo lascio scoprire da soli. 😉

Ho fatto alcune domande virtuali alle autrici, Cristina e Francesca, e quindi lascio a loro la parola.

Cristina Marsi vive a Trieste, dove è nata in un giorno di Bora Scura. Ama la natura, in particolare i boschi e il mare, i libri, le serie tv e il gelato all’uva fragola. Scopriamo ora come è nata l’idea per la lupetta mannara Marianna.

  •   Come nasce il personaggio di Marianna e la storia raccontata nel libro?
C. M. Devo premettere che ho la fortuna di avere un bel bosco vicino a casa, sono praticamente in città, però c’è questo bosco storico e protetto che si incunea proprio nel tessuto cittadino.
Senza dover andare sull’altipiano posso passeggiare tra grandi alberi e addirittura lungo un piccolo torrente. Può capitare di vedere cinghiali, caprioli, scoiattoli…

Sono sempre stata ispirata dai luoghi che frequento, e in questi ultimi tre anni, mi sono spesso ritrovata a camminare nel verde, così, certamente il personaggio di Marianna Mannara è nato dalle suggestioni che mi ha regalato il bosco del Farneto.

Ma è nata anche perché avevo proprio voglia di trovare un personaggio che potesse diventare una serie divertente e misteriosa allo stesso tempo.
Volevo confrontarmi con la possibilità di far crescere un’idea in tante storie, e alla fine gli sforzi che l’illustratrice ed io abbiamo fatto per rendere viva e palpitante Marianna, sono stati ripagati con la fiducia che ci ha dato Piemme.
Ora siamo curiose di vedere l’effetto che farà questa nuova serie sui lettori.
  • Come si è svolta la collaborazione con l’illustratrice?
C. M. Francesca ha una creatività dirompente, che ti trascina e ti sorprende! Quindi la collaborazione è stata un susseguirsi di chiacchierate tra di noi, idee che si intrecciavano e spunti continui che ci lanciavamo di volta in volta via chat o per telefono… e quando ci siamo incontrate di persona, abbiamo riflettuto insieme, a lungo, mentre già nascevano le prime bozze delle immagini. Volevamo proporre Marianna Mannara, ossia la nostra Lupetta mannara, nel modo più convincente, abbiamo cercato di mettere ordine nelle nostre idee e dare al tutto l’aspetto di un progetto che non lasciasse indifferenti gli editori. Doveva essere il nostro anno buono, perché è andato tutto bene.

Francesca Carabelli vive e lavora a Roma. Ha cominciato ad illustrare a otto anni, disegnando sulle pareti di casa, con grande gioia dei suoi genitori.

  • Quali tecniche usi per le tue illustrazioni?

F. C. Mi piace molto variare. Ho utilizzato tecniche diverse nel corso degli anni partendo da acrilico e tempera, quindi tecniche totalmente tradizionali, che ho poi contaminato con collage, matite, china, monotipia.

Ricordo questi grandi fogli che lasciavo ad asciugare sul pavimento, per avere anche un’idea totale della successione e del ritmo delle immagini. Sono poi passata all’utilizzo della colorazione digitale, partendo però sempre da disegni realizzati a mano e poi scansionati. 

In generale, sono convinta che ogni progetto abbia una sua anima, un suo carattere, e quindi una sua tecnica. Mi farebbe sentire limitata nell’espressione, utilizzare sempre la stessa. Posso sicuramente dire che disegnare è per me prima di tutto un’esigenza vitale, una sensazione bellissima che non si attenua nel tempo.

  • Come si è svolto il lavoro di illustrazione di Marianna Mannara?

F. C. Parto col dire che Marianna Mannara è il progetto che sognavo da una vita. Uno di quelli che arrivano quando tutta una serie di elementi converge, e non solo magicamente. 

Cristina, con la quale ci stavamo confrontando da tempo sulla possibilità di fare qualcosa insieme, mi ha detto: “Mi piacerebbe scrivere la storia di una lupetta mannara”.

Così è nata.

Per molti mesi abbiamo studiato le ambientazioni e l’atmosfera rifacendoci ai luoghi che fanno parte del vissuto di Cristina, e quindi di Marianna, e che mi hanno completamente conquistato. Lei mi inviava immagini del bosco, scorci con alberi, radici, passaggi. Siamo state insieme a passeggiare per quei sentieri, e abbiamo selezionato persino lo stile dei mobili della casa di Marianna.

Ho realizzato moltissimi schizzi preparatori, che ci sono serviti non solo per questo primo episodio, ma per poter tratteggiare tutto un mondo.Abbiamo studiato con attenzione la scelta delle palette di colori da utilizzare, per rendere ben distinto il passaggio dall’interno rassicurante, all’esterno magico e misterioso.

Per le illustrazioni ho scelto di utilizzare una tecnica tradizionale, pastello e matite a cui ho aggiunto una base di acquerello digitale.

Grazie a Cristina e Marianna per averci raccontato i retroscena di questo libro che consiglio a tutti i lupetti, ehm… bambini, a partire dai sei anni.

Buona lettura! 😊

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