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Murdo. Il libro dei sogni impossibili – L’ippocampo

Murdo

“Murdo fa un viaggio dentro di sé e pensa ai suoi sentimenti.” Kate, 8 anni.

“Mi è piaciuto perché è divertente e fantasioso”. Ginevra, 9 anni.

“Era molto fantasioso.” Beatrice, 7 anni.

“Non so perché, ma mi è piaciuto molto.” David, 10 anni.

Murdo è uno di quei libri che fatico a riporre nella libreria. Resterà ancora per un po’ accanto al mio letto, sul comodino. Prima di addormentarmi mi piace rileggere alcune pagine per ricordarmi di non smettere di credere nei sogni, anche in quelli che possono sembrare difficili da realizzare.

Murdo. Il libro dei sogni impossibili è pubblicato in Italia da L’ippocampo (2021). Il testo è di Alex Cousseau, le illustrazioni sono di Éva Offredo, e la traduzione dal francese è curata da Simone Barillari.

Mi chiamo Murdo, sono uno yeti.

Insistono che gli yeti esistono solo nelle storie.

Nelle leggende. Tra le pagine dei libri.

E allora: ecco la prima cosa impossibile che ho sempre sognato di fare: esistere fuori da un libro.

Pagina dopo pagina, Murdo racconta i suoi sogni. Vorrebbe poter vivere su montagne che non siano di carta. Gli piacerebbe nascondersi nella scarpa di un gigante, o fare un maglione con le parole di una poesia. Ha sempre sognato di confidarsi con un sasso, nella speranza che poi il sasso possa ricambiare la confidenza. Murdo si fa molte domande e a volte ha bisogno del confronto con gli amici per trovare le risposte.

Chi siamo senza gli altri?

Ho sempre sognato che gli altri si facciano le mie stesse domande.

Murdo è uno yeti che vive in un libro e quindi gioca con le lettere e lo spazio nella pagina. Vorrebbe fare un bagno e usare come salvagente la O del suo nome, e ha sempre sognato di nascondersi dietro una parola come BUONGIORNO o BUONANOTTE.

Chi è in realtà Murdo? E come è nata l’idea per questa storia?

Ho provato a chiederlo ad Alex Cousseau, autore del testo.

A.C. All’inizio c’era il disegno di uno yeti di Éva Offredo, e il desiderio di scrivere brevi testi, uno al giorno. Poi il personaggio ha preso rapidamente il controllo. Perchè Murdo esiste, io l’ho incontrato. La nostra infanzia è un paesaggio immaginario, e da qualche parte in mezzo a questo paesaggio c’è una montagna con tesori preziosi (i nostri sogni più selvaggi). Murdo è il guardiano.

Le illustrazioni di Éva Offredo trovano ispirazione nell’arte minimalista come quella di Dick Bruna, nell’arte popolare come il lavoro di Adam Higton e nello stile vintage di Tove Jansson. Le linee di contorno sono eseguite con una penna a sfera e i colori sono applicati con Photoshop.

Il testo è in prima persona ed è composto da frasi brevi che ci mettono subito in contatto con i pensieri di Murdo, uno yeti di carta capace di credere nei sogni impossibili.

Buona lettura!

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