Minùs copertina

Minùs. La gatta che scese dal tetto di Annie M. G. Schmidt – Feltrinelli

 

Minùs gatti

Annie M. G. Schmidt è stata un’icona del mondo letterario olandese. È conosciuta principalmente per i suoi libri per bambini, ma ha scritto anche canzoni, poesie, musical, opere teatrali, e testi per radio e televisione. Nel 1988 vinse il Premio Hans Christian Andersen, il più alto riconoscimento nel campo della letteratura per l’infanzia.

La casa editrice LupoGuido ha portato in Italia due titoli di quest’autrice, nati dalla collaborazione con l’illustratrice Fiep Westendorp. Si tratta di Pluk e il Grangrattacielo (LupoGuido, 2018) e Jip e Janneke (LupoGuido, 2020), tradotti da Valentina Freschi. Il libro che vi presento oggi è stato scritto da Annie M. G. Schmidt, illustrato da Carl Hollander e pubblicato prima nel 2012 da Feltrinelli Kids, e ora riproposto nella collana Universale Economica Ragazzi (Feltrinelli, gennaio 2021), con la traduzione di Anna Patrucco Becchi. Sto parlando di Minùs. La gatta che scese dal tetto

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Il cavaliere delle stelle albo

Il cavaliere delle stelle. La storia di Giorgio Perlasca – Lapis

Cavaliere delle stelle

“Lei, che cosa avrebbe fatto al mio posto?”

Con questa domanda inizia il primo capitolo del libro La banalità del bene di Enrico Deaglio (Feltrinelli Editore, 2013). A porla è Giorgio Perlasca, un commerciante italiano, che nel 1944 è riuscito a salvare migliaia di ebrei ungheresi destinati ai campi di concentramento. Un quesito che generalmente viene usato per cercare di giustificare le proprie scelte, assume in questo caso una valenza diversa. Come ci spiega Deaglio, Perlasca non cerca scusanti.

“Al contrario, stava cercando di dirmi che tutti, nella maniera più naturale, avrebbero dovuto comportarsi come si era comportato lui.” (Cit. Deaglio E., La banalità del bene, Feltrinelli, Milano, 2013, p.13)

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Giocare con le mani evidenza

Libri per giocare con le mani

Mano parola bambina

Mano è una delle Parole bambine del libro di David Pintor, edito da Lapis (2019). Le piccole mani dei bambini scoprono, crescono, esplorano, toccano, accarezzano, giocano, imparano. Le piccole mani manipolano, costruiscono, distruggono, disegnano, contano… Nei primissimi mesi di vita di Ginevra contemplavo le sue minuscole dita, cantandole filastrocche che le avevano come protagoniste. Intorno ai due anni, Beatrice amava colorarsi il palmo della mano con le tempere, per poi lasciare l’impronta su enormi fogli bianchi. I libri che invitano a giocare con le mani divertono sempre molto i più piccoli. Possiamo leggerli con loro per trascorrere del tempo scandito da coccole, ritmo, movimento ed esperienze tattili. Vi propongo in questo articolo alcuni dei titoli che mi sono piaciuti di più (approvati ovviamente anche da Ginny e Bea).

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Le dégât des eaux

Le dégât des eaux – Éditions Thierry Magnier

Venezia Camille Jourdy

“Je parle français. Je me appelle…” 

Ormai grazie a internet si può fare davvero di tutto, come tradurre in pochissimo tempo brevi frasi in una lingua che non si conosce. Purtroppo no, non parlo francese. Il fatto di non conoscere la lingua però non mi preclude l’interesse verso albi illustrati pubblicati da case editrici di altri Paesi. Ci metto forse un po’ di più tempo per apprezzarli completamente, e sicuramente alcuni aspetti rischiano di sfuggirmi. Mi lascio in ogni caso trasportare dalle immagini, dal suono di parole sconosciute, e mi cimento in improvvisate traduzioni. E mai come in queste occasioni mi rendo conto di quanto sia importante e spesso ostico il compito del traduttore. Basti pensare che quando la “ridda selvaggia” è scomparsa dall’edizione Adelphi del capolavoro di Sendak, non sono mancate le proteste. 

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